RENDERE LA TUA CASA ANTI – SISMICA: ECCO COME FARE

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L’impatto devastante degli ultimi sismi che hanno scosso la penisola italiana, ha messo in luce una fragilità del patrimonio edilizio che caratterizza la gran parte delle costruzioni: è proprio questo fattore a far sì che, nonostante terremoti di intensità inferiore a quelli che si registrano, ad esempio, in Paesi come Giappone o California, i danni riportati da edifici e centri abitati siano stati spesso di entità assai maggiore. Alla già critica posizione della penisola italiana, posta a cavallo tra la zolla eurasiatica e la zolla africana, si somma quindi questo fattore aggiuntivo, rendendo l’Italia uno degli Stati a più alto rischio sismico del bacino Mediterraneo, sia per pericolosità che per vulnerabilità.

Ricordando le drammatiche immagini di interi centri abitati rasi al suolo, nasce spontaneo il pensiero di regolamentare tutte le nuove costruzioni secondo le più moderne norme anti – sismiche, adottando le misure più previdenti per quanto concerne materiali da costruzione, pianta e altezza dell’edificio, accortezze architettoniche e test di collaudo. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, a registrare i danni maggiori sono stati edifici di vecchia costruzione, spesso patrimonio storico (basti pensare alla basilica del 14esimo secolo andata perduta a San Benedetto di Norcia) o comunque abitati da generazioni (come nel caso di Amatrice).

Non è detto però che non sia possibile effettuare degli interventi per migliorare la resistenza di un edificio già costruito: esistono infatti delle misure preventive che è possibile adottare e che potrebbero fare la differenza in caso di un eventuale sisma.

Valutazione

Prima di procedere ai vari interventi per la messa in sicurezza, è senza dubbio opportuno verificare le attuali condizioni della struttura. Conoscere infatti le caratteristiche dell’edificio è fondamentale per valutare i materiali utilizzati e individuare eventuali punti deboli come pilastri, giunzioni tra la struttura e il tetto o anche tra parete e parete. Anche se questa fase potrebbe prevedere dei lievi danneggiamenti, è importante pensare che fornisce informazioni molto preziose sulle condizioni della casa. L’operazione deve ovviamente essere svolta da personale adeguato, ovvero progettisti, collaudatori e direttori dei lavori competenti e preparati: informazioni sui costi di questa attività, che prende il nome di “intervento di adeguamento sismico” si trovano nell’ Ordinanza 3362 / 2004.

Una prima stima di massima della sicurezza della propria abitazione si può avere in base all’anno di costruzione:

  • Prima del 1950: abitazioni in muratura, non sicure
  • Dal 1950 al 1974: abitazioni in cemento armato, non antisismiche
  • Fino al 2003: abitazioni in cemento armato ma non completamente sicure
  • Oltre: case pressoché sicure

I possibili interventi

La soletta: una delle tipiche criticità degli edifici in muratura è il collegamento tra le pareti e i solai. Si può risolvere posando una soletta in cemento armato sotto il solaio in muratura, oppure mediante installazione di tiranti in acciaio o iniezione di resine.

Incatenamento: intervento tipico sulle case in muratura, consiste nel “legare” i muri tra loro per impedirne l’apertura sotto le sollecitazioni del sisma.

Il cordolo: la posa di un cordolo in cemento armato per collegare tetto e pareti della struttura, oltre al solo incatenamento, contribuisce a migliorarne la resistenza sismica.

Il tetto: interventi di adeguamento possono essere attuati quando il tetto è spingente, ovvero tende ad allontanare le pareti della casa (in questo caso, l’operazione può essere svolta nel rifare la copertura, con un aumento dei costi contenuto).

Struttura: è possibile aumentare la resistenza delle travi e dei pilastri mediante rivestimenti in materiali leggeri, in acciaio o anche in cemento armato, oppure tramite l’inserimento di elementi quali dissipatori e controventi in acciaio.

Pareti: le pareti portanti vanno controllate per vagliare la presenza di eventuali crepe, e nel caso consolidate. Per le pareti divisorie, invece, possono essere migliorate con telai a croce di Sant’Andrea, posti sotto l’intonaco, per migliorarne la resistenza e evitare il crollo.

Finestre: si deve controllare se risultano eventuali spostamenti, in quanto la precedente apertura, se non correttamente riempita, potrebbe rappresentare un elemento critico in caso di sisma.

Assicurazione contro il terremoto

Una delle caratteristiche che contraddistingue i terremoti è la loro imprevedibilità: non è possibile prevedere con esattezza intensità e modalità della manifestazione di un sisma, e anche le norme antisismiche sono fondate su elaborazioni statistiche. Una volta effettuate quindi le misure preventive per la propria abitazione, se ci si trova in una zona ad elevato rischio sismico (in Italia si distinguono quattro fasce di pericolosità) potrebbe essere il caso di pensare anche tutelare l’immobile tramite una apposita “assicurazione casa contro il terremoto e le calamità naturali”. In questo caso, infatti, anche se un sisma dovesse apportare danni all’edificio nonostante tutte le precauzioni assunte, la compagnia assicurativa potrebbe provvederebbe al rimborso di una somma equivalente ai danni subiti e valida per la ristrutturazione , la messa a nuovo o addirittura l’acquisto di un nuovo immobile, secondo i termini e i massimali previsti dal contratto.

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