Rete fognaria: prima e adesso

sistema fognario 1000x300 - Rete fognaria: prima e adesso

Roma è sempre stata una grande necropoli, sin dall’antichità la città ha sempre avuto un grosso bisogno di una rete fognaria come si deve, e non come oggi che avviene quasi tutto automatico. Bisogna tenere conto che ancora oggi vengono sfruttate le reti fognarie che costruì all’epoca Tarquinio Prisco, quinto re di Roma e ne rimane ancora oggi un grandioso sistema.
Inoltre, dobbiamo considerare che Roma è anche attraversata da uno dei più grandi fiumi d’Italia, il Tevere. Nonostante ciò però già nell’antichità erano molto preparati anche su questo e questo ha portato un sistema fognario che oggi viene ancora sfruttato proprio perché è intelligente e fatto come si deve.
La capitale italiana era anche organizzata all’epoca. Esisteva infatti il tributum cloricaium, era una sorta di associazione dove si provvedeva alle opere di ripulimento e riparazione delle fogne.
Ma quindi com’era organizzato il sistema fognario all’epoca?

Il funzionamento era semplice ma davvero incredibile.
Ci fu una sorta di convocazione di una commissione che dovette effettuare parecchi interventi. Il primo in assoluto era il fatto di dover comprendere tutti i collettori e tutto il suo sistema all’interno delle mura della città.
Questa ovviamente è un’operazione che è stata fatta prima ma che allo stesso tempo ancora oggi è utilizzabile. Questo perché la città ora si è estesa anche al di fuori delle mura. Inoltre, questo sistema era stato fatto all’epoca in quanto, nel caso ci sarebbe stato un attacco e la capitale si sarebbe chiusa nelle mura non ci sarebbe stato nessun problema per poter avere acqua corrente.
Un altro intervento che venne fatto all’epoca era quello di adottare un sistema per la fognatura che sia stato molto promiscuo. Oltretutto i collettore dovevano sboccare nel Tevere tanto a valle della città, che questa non doveva risentire degli effetti del rigurgito durante le piene. Cosa che accade ancora oggi soprattutto in stagioni dove piove davvero parecchio, e specie nelle piogge invernali. Una cosa sulla quale fu fatta sin da subito era riguardo le acque di rifiuto.
Queste acque infatti dovevano scaricarsi nel Tevere a valle della città, mentre all’interno del tratto urbano potevano essere ammesse solamente acque chiare in caso di piena. Al giorno d’oggi questa tecnologia è stata ovviamente sostituita dai scaricatori di piena. Sempre riguardante il fiume invece, sia sulla destra che sulla sinistra dovevano essere costruiti dei collettori a ridosso dei muraglioni che arginano il fiume, non inferiore alla minima magra del fiume.
Già da questo possiamo capire che prima il Tevere procurava non pochissimi problemi. Infatti nei periodi di piena questo fiume ha creato all’epoca già parecchi problemi, ma per fortuna già all’epoca si erano organizzati e davvero molto bene.
Pensate che al giorno d’oggi comunque il sistema di anni fa viene ancora completamente utilizzato, ovviamente ci sono alcune tubazioni che sono state sostituite e soprattutto, sempre riguardante il problema del Tevere, sono state installate delle pompe sommerse che vengono sfruttate soprattutto nei periodi di pieno per non “intasare” i tubi o anche semplicemente per non mettere il sistema sotto sforzo.
Il problema del vecchio impianto era ovviamente la depurazione.
Prima infatti non si faceva neanche caso a queste cose e soprattutto non c’era il problema dell’inquinamento che oggi abbiamo ed è molto importante quindi quello che è stato soprattutto cambiando e installato rispetto a molti anni fa è proprio un sistema di depurazione.
Vennero creati più che altro una sorta di comprensori dove veniva spedita tutta l’acqua in quest’ultimi per poterla depurare per poi scaricarla all’interno del fiume. In questi comprensori l’acqua inizialmente veniva spinta con la pressione della stessa, ma, dato che al giorno d’oggi la popolazione è ovviamente aumentata la questione è diversa.
Attualmente infatti per poter spedire le acque reflue all’interno dei comprensori vengono sfruttate delle pompe ad immersione. Queste pompe ad immersione sono sempre delle pompe idrauliche che si attivano solamente in caso di necessità.
Viene infatti ancora oggi giorno sfruttata la pressione dell’acqua per la maggior parte delle operazioni.

Sono stati creati 3 comprensori. Comprensorio est, nord e sud.

Il primo fra questi è il comprensorio che sorge presso un impianto di depurazione in direzione Roma Nord. Nello specifico è stato installato in via Flaminia, in un’ansa del fiume Tevere in una località chiamata Grottarosa all’interno di un’area di ben 32 ettari.
Il funzionamento della prima sezione è stato avviato circa 30 anni fa, e non è il più vecchio. Le pompe in questo caso hanno una portata davvero molto interessante, addirittura si parla di 4,2 m3/s.
Un numero importante, bisogna anche tenere conto che l’impianto di depurazione porta alle pompe il fatto di dover lavorare ancora meno rispetto al solito.
Il più vecchio impianto di depurazione invece è stato installato a Roma-Est. Sorge sulla riva sinistra dell’Aniene, alla foce del fosso di Tor Sapienza all’interno di un’area di ben 24 ettari. Anche in questo caso le pompe hanno una portata abbastanza ridotta, ma comunque sufficiente per il fabbisogno della città.
E’ stato creato nel 1974 con una portata delle pompe di 4,3m3/s.
Ma è quello a Roma-Sud il più grande impianto di depurazione.

Si trova sulla riva sinistra del Tevere nell’area compresa fra la Via del Mare e l’ansa del Tevere, chiamata Tor di Valle ed è grande circa 70 ettari. L’impianto è stato avviato nel 1985 e in questo caso si ha una portata delle pompe di ben 11,8m3/s.
In questo caso è stato potenziato il sistema e questo lo ha permesso soprattutto grazie all’area che circonda l’impianto di depurazione.
C’è un altro impianto di depurazione ancora. E’ stato fatto ad Ostia e creato dal 1974. Questo è più che altro un impianto secondario, si trova di fronte all’isole di Tor Boacciana su un’area di circa 8 ettari. L’impianto in questo caso è il più piccolo e le pompe hanno una portata di 0,7 m3/s.
Con l’avvento della Giunta Raggi ovviamente le cose sono cambiate un po’.
Infatti si è deciso di installare oltre a tutto ciò già descritto delle altre pompe (ad immersione questa volta) che danno la possibilità di non sovraccaricare troppo le pompe già presenti nell’impianto!

Rete fognaria: prima e adesso